Superficie Disperdente Lorda: come calcolarla

La Superficie Lorda Disperdente è ormai un concetto all’ordine del giorno con l’entrata in vigore del Superbonus 110%.

Perchè è da qui che partono tutte le ipotesi di calcolo per impostare correttamente una Ristrutturazione Importante di primo o secondo livello o una semplice riqualificazione energetica.

Per questo saperla calcolare perfettamente è fondamentale.

E sbagliare questo calcolo può causare degli errori irrimediabili in tutta la gestione della pratica.

Questo calcolo, di per sé non difficile, implica però il conoscere alcune regole di base.

A breve ti sveleremo quali.

Il concetto di Superficie Lorda Disperdente è anche alla base della Relazione Tecnica di Ex-Legge 10, documento senza il quale è impossibile accedere al Superbonus 110%.

E indipendentemente che tu sia un ingegnere, architetto o geometra in questo momento storico saperla calcolare perfettamente fa tutta la differenza del mondo.

Fortunatamente per il calcolo preciso ci aiutano i software di calcolo certificati dal CTI che ogni certificatore energetico usa per fare gli APE.

Ma ogni software è uno strumento a cui vanno dati degli input precisi se si vuole davvero che l’output sia un risultato adeguato.

Perché è così importante saper calcolare la Superficie Lorda Disperdente?

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THE SUPERBONUS MUST GO ON

 

Finalmente i nostri eroi ce l’hanno fatta: il Superbonus 110% può continuare.

Al termine di una estenuante trattativa tra forze di maggioranza e Ministero dell’Economia la Commissione bilancio del Senato ha approvato l’emendamento alla Legge di Bilancio che modifica la norma relativa al Superbonus 110%.

Con questo voto è stata garantita l’estensione al 2022 del Superbonus 110% anche sugli edifici unifamiliari cancellando ogni precedente riferimento al tetto ISEE, abolendo le limitazioni all’abitazione principale ed a termini temporali di comunicazione edilizia.

A livello contabile, è previsto un solo Stato Avanzamento Lavori del 30% al 30 giugno 2022.

Nella proroga dei lavori trainanti vengono ricompresi anche i lavori trainati, come ad esempio l’impianto fotovoltaico fino a 48 mila euro di spesa.

Per quanto riguarda le colonnine di ricarica, se collegate a lavori trainanti, la detrazione è nei limiti di 2.000 euro per le villette, 1.500 euro per i condomini fino ad un massimo di 8 colonnine e 1.200 euro per quelli che superano le 8 colonnine.

Verrà estesa al 31 Dicembre 2025 la proroga del Superbonus 110% nelle aree colpite da eventi sismici a partire dall’aprile del 2009 a cui fa riferimento il terribile terremoto dell’Aquila.

In merito al Decreto Antifrodi, rimarrà come strumento di contrasto alle operazioni illecite, ma per gli interventi in edilizia libera al di sopra dei 10 mila euro.

Anche le nuove spese di asseverazione e conformità saranno ammesse al beneficio dei vari bonus edilizi.

Poi ci sono altri emendamenti che continueranno ad alimentare il volano del comparto dell’edilizia.Continua a leggere..

Accordo sul Superbonus, No tetto ISEE

Ormai ci siamo.

Nelle prossime ore verrà presentata in commissione Bilancio del Senato una riformulazione della Legge che contiene anche la proroga al Superbonus 110%.

Un’apnea che ha tenuto in stand-by le pratiche di ristrutturazione di una ingente quantità di case unifamiliari.

Ieri sera, dopo lunghe trattative sembra essere stata raggiunta l’intesa tra partiti di maggioranza e Governo sulla Legge di Bilancio 2022 che introdurrà l’undicesima versione normativa del Superbonus 110%.

Una ennesima modifica legislativa che riporterà vantaggi sul fronte villette.

Quelle che fino a ieri sembravano spacciate dal poter essere rimesse a nuovo.

Infatti fonti vicine al ministero dicono che si andrà verso la proroga del Superbonus 110% per la riqualificazione energetica delle case unifamiliari fino al 31 Dicembre 2022 e senza più tener conto del tetto ISEE di 25 mila euro paventato nel precedente disegno di legge di bilancio.

Per questo non avendo più il vincolo imposto dal reddito, si spalancano nuovamente le porte del mercato edilizio anche in questo segmento.

Inoltre gli interventi relativi al Superbonus 110% non saranno vincolati all’abitazione principale.

Cosa significa per il tecnico del settore edilizio?

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Rischio blocco vendita e affitto case: stretta UE sulle classi F e G

Se nel panorama normativo italiano c’è grande attesa per la definizione di Decreto Antifrodi e Legge di Bilancio 2022, dal fronte Europeo arriva l’eco di una stretta sui requisiti minimi di rendimento energetico degli edifici.

Per concretizzare l’ottenimento della neutralità climatica nel 2050 occorre passare al corposo taglio delle emissioni di CO2 (-55% nel 2030).

Numeri da fare tremare i polsi se si considera lo stato attuale del patrimonio edilizio del nostro Paese.

Per applicare questa sostanziosa riduzione la Commissione UE sta vagliando misure stringenti sulla riqualificazione energetica degli edifici.

Sia pubblici che privati.

Il punto principale della direttiva sul Rendimento energetico dell’edilizia (Energy Performance Building Directive) riguarda la nuova Certificazione Energetica ed i valori che ne stabiliscono il rendimento.

Nella nuova APE l’asticella verrà portata verso l’alto.

Dal 2027 nessun edificio pubblico potrà più essere in classe G, dal 2030 la condizione minima dovrà essere la classe E.

Per quanto riguarda le abitazioni, gli edifici residenziali dovranno rientrare almeno nella classe F al primo gennaio 2030 e fare uno scatto alla classe E dal 2033.

A seguire ci sarà la demonizzazione delle caldaie a gas a partire dal 2040.

Se questa nuova direttiva contenuta nell’EPBD per l’efficienza energetica verrà approvata, anche la Certificazione dell’efficienza energetica degli edifici subirà delle modifiche.

Dal 31/12/2025 il certificato non sarà più nazionale ma verrà uniformato a livello Europeo.

Inoltre verrà richiesto l’obbligo di rilascio per tutti gli edifici sottoposti a compravendita, lavori di ristrutturazione ma anche in caso di semplice rinnovo del contratto d’affitto.

Con le classi energetiche F e G messe al bando tutti gli alloggi che avranno questa maglia nera saranno brutalmente sbattuti fuori dal mercato.

Per questo sarà vitale mettere in campo interventi mirati per ottenere il salto di classe, dalla E in su.

Chi ci potrà guadagnare da tutto questo?

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Riaprono gli impianti ma tu non sai progettare Impianti Termici

Questa mattina sono passato dal bar per fare colazione e ho incontrato, come spesso accade, l’ingegnere Colombo.

Non l’ho visto tranquillo come al solito, tutt’altro: solo il fatto di essersi limitato a prendere un caffè veloce al posto della tradizionale combo pasta-cappuccino è stato un indicatore del suo malessere.

La sua giornata era appena iniziata con un paradosso.

 

Apertura_impianti_snow

 

Alla radio aveva sentito della riapertura degli impianti sciistici, sua grande passione invernale.

Ma al solo udire della parola “impianti” il proprio subconscio gli aveva fatto scattare una terrificante scossa nervosa lungo la schiena.Continua a leggere..

Non c’è Ecobonus senza Legge 10

Le due domande che mi pongono più spesso sono: se la legge 10 sia obbligatoria per il cambio di anche solo un infisso e magari per la sostituzione di una caldaia con una pompa di calore senza però toccare assolutamente nulla di quello che è l’impianto a valle del generatore di calore.

Beh in entrambi i casi la risposta è assolutamente sì, la legge 10 è obbligatoria.

Il decreto dei requisiti minimi parla in modo assolutamente chiaro: quando si cambia il tipo di combustibile del generatore di calore è necessario redigere la Legge 10 e nel quadro di sintesi inserisce proprio anche la sostituzione degli infissi come interventi di riqualificazione per cui in entrambi i casi la risposta è sì, la Legge 10 è obbligatoria.

E non trincerarti dietro il fatto che in comune non te l’hanno chiesta, il tecnico comunale spesso non sa neanche di cosa stiamo parlando e non ha avuto il tempo di andare a leggere tutta quella che è la normativa che regolamenta l’aspetto energetico.

Le Responsabilità di chi firma la legge 10?

La responsabilità rimane in capo a te che sei il tecnico e firmi quelle determinate pratiche.

Infatti chi presenta la pratica comunale dovrà descrivere se si tratta di un intervento che va a impattare anche su quello che è l’ambito energetico di quel tipo di intervento e dovrà asseverare se serve o meno la relazione tecnica secondo i requisiti minimi.

Spesso capiterà che quel tecnico che presenta delle pratiche comunali chiederà proprio a te se è necessario o meno andare ad allegare la relazione di legge 10 e tu sappi che la risposta è sì.

Se gli dici che non è necessario, che non è obbligatorio devi stare veramente molto attento perché nel momento in cui in una fase successiva venisse fatto un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, dell’Enea e mancasse un documento fondamentale che era obbligatorio per tutto l’iter della pratica edile, allora il tuo cliente rischierebbe anche di perdere tutto quello che è stato il beneficio fiscale che magari ha avuto tramite le detrazioni fiscali per ristrutturazioni o per riqualificazione.

E la colpa sarebbe la tua che hai dato un’informazione sbagliata al tecnico che ti ha chiesto consulenza sul fatto se la legge 10 fosse o meno obbligatoria.

Mi raccomando, ti ripeto, in entrambi questi casi la Legge 10 è obbligatoria e fondamentale per portare a termine l’iter corretto che va dalla ristrutturazione o riqualificazione fino all’ottenimento del bonus fiscale.

Legge 10 ed Ecobonus

Mai come in questo periodo queste tematiche sono all’ordine del giorno soprattutto per la questione Ecobonus.

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I geometri possono progettare un Impianto Termico?

Sono diversi mesi che mi trovo a seguire delle discussioni qua e là sui forum e sul nostro gruppo Facebook dove tanti geometri  pongono la fatidica domanda: possono o meno progettare un Impianto Termico?

A sollevare la questione spesso sono dei tecnici che da anni si occupano solo di impianti e termotecnica e che, con la classica mentalità del dopoguerra, sollevano accese polemiche come se avessero inventato loro la trasformata di Fourier o il numero di Reynold e li avessero depositati presso l’ufficio marchi e brevetti sotto la voce perito evoluto.

Data l’aggressività con cui pongono le loro ragioni e trincerandosi dietro l’apparente nobile motivazione di voler difendere il cliente da progettisti impreparati, danno conseguentemente più che altro l’impressione di voler difendere il loro orticello .

Non a caso un antico detto recita: chi urla più forte ha torto.

Alla base di tutto c’è una normativa spiegata male ed applicata peggio dove hanno dato diritto a chiunque di firmare APE senza una minima cognizione di causa.

Legge 10 idem.

Architetti, Periti, Ingegneri e Geometri che si mettono a firmare Legge 10 esattamente come stessero facendo un APE dimenticandosi che quando si fa una Relazione Tecnica di ex-legge 10 è come se si stesse progettando un nuovo involucro-impianto e per questo motivo la questione dovrebbe essere presa un tantino più con le dovute cautele.

Se poi aggiungiamo il fatto che a chi controlla nel 99% gliene frega il giusto allora la frittata è fatta.

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Chi può davvero firmare una Legge 10?

Che sia per la costruzione di una nuova abitazione o per ristrutturare un edificio già esistente, sicuramente hai già sentito parlare della Relazione Tecnica ex Legge 10.

Prima di analizzare insieme come ottenerla e chi è abilitato a redigere tale documento, capiamo nel dettaglio che cos’è questa relazione e a cosa serve.

Come può essere intuito dal nome, questa relazione altro non è che un semplice documento nel quale viene descritto sia l’involucro e/o l’impianto energetico dell’abitazione che deve essere ristrutturata o costruita.

A seconda del territorio sul quale siete interessati a costruire o a ristrutturare un edificio possono cambiare le limitazioni energetiche che il sistema edificio impianto deve rispettare.

In sostanza questa relazione tecnica chiamata generalmente Legge 10 determina i requisiti minimi a livello energetico che un’abitazione deve rispettare e, quindi, i parametri che dovrà seguire il costruttore dell’edificio o il progettista che ha ricevuto l’incarico per una classica ristrutturazione.

La Relazione Tecnica ex legge 10 non è univoca, proprio perché sono molteplici le soluzioni involucro-impianto che possono essere scelte per una determinata abitazione e che, a seconda del territorio, rispettino i requisiti imposti dal comune.

Qual è lo scopo di questa Legge 10?

Questa Relazione Tecnica, definita anche come ex legge 10, determina come la costruzione di abitazioni e edifici possano avere un impatto energetico contenuto.

A tal proposito è bene sapere che, i limiti italiani, a seconda della zona climatica, continuano ad aumentare con gli anni, per impedire la realizzazione di strutture energivore.

E tu che sei un tecnico dovrai conoscere tutti gli aspetti di seguito riportati.

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Le Certificazioni Energetiche A.P.E. sono MORTE . Ecco Perchè

Ieri sera stavo parlando con il mio amico Pietro che fa solo le pratiche di Certificazione Energetica (A.P.E.).

Mi ha detto che ultimamente ha avuto un calo di fatturato di oltre il 40%.

Mi fa:

“Ma come fa oggi un ragazzo che fa solo certificati energetici ad andare avanti?”

Non sapevo cosa rispondergli e mi dispiaceva per lui…

Però avevo bisogno di capire la situazione anche perché le certificazioni energetiche A.P.E. le facevo anche io seppure in modesta percentuale rispetto al mio fatturato.

Così arrivato a casa mi sono messo a fare un po’ di ricerche su internet e con la funzione di google trends ho cercato l’andamento dal 2004 ad oggi del mercato della certificazione energetica.

L’immagine sotto è la situazione che ho trovato interrogando il potente database di google dal 2006 ad oggi.

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I segreti che ogni Certificatore Energetico possiede nelle sue tasche ma che nessun Termotecnico gli ha mai svelato

 Quando ero un giovane e ingenuo Certificatore Energetico, lavoravo quotidianamente a testa bassa senza approfondire a dovere gli aspetti tecnici della mia professione.

Forse perché non avevo tempo e voglia di capire; forse perché semplicemente per me non era importante per arrivare a sera.

Era un periodo dove ricevevo una chiamata al giorno per fare una Certificazione Energetica (22-27 APE al mese… fa un po’ te) e onestamente ero a posto così.

Poi, passato un po’ di tempo, le chiamate sono iniziate a calare così come i prezzi richiesti dai miei colleghi.

C’era qualcosa che mi stava sfuggendo..

 

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